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Sarah Moon: la fotografia è la mia possibilità di mettere in scena

Spesso si rimprovera alle tue foto di essere troppo aggraziate, come se questa grazia fosse un procedimento, una facilitazione.

Sono contenta di parlarne. È vero che le mie foto avevano questo aspetto prezioso, lezioso, soprattutto all’inizio. Ero a tal punto sedotta dalla seduzione! Adesso, tutta una parte di quel lavoro mi sembra molto lontana, non riesco più ad identificarmici.

Tuttavia alcune delle tue prime foto mi piacciono. Ho sfogliato i tuoi libri con dei giovani che lavorano con me e abbiamo fatto una specie di referendum su quelle che preferiamo. Spesso la nostra scelta cadeva sulle prime, come la ragazza nel viale con il cagnolino…

È una di quelle che non rinnego.

E la ragazza su quella specie di grigliato, con la bambina che fa quel gesto…

Charlie Girl, neanche quella rinnego. È bianco e nero. Credo che se non facessi fotografia applicata non lavorerei mai a colori. È in bianco e nero che io visualizzo.

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