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Modalità Notturna: Google spiega il funzionamento per l'astrofotografia

Introdotta con e migliorata con , la Modalità Notturna di Google (Night Sight) permette di scattare fotografie che poi vengono elaborate dal software con l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale. Con gli ultimi smartphone è anche possibile sfruttare questa modalità per l’astrofotografia. Ora Google ha spiegato più quello che c’è dietro.

Pixel astrofotografia

La Modalità Notturna di Google Camera permette di scattare diverse fotografie in sequenza riducendo così il tempo di esposizione necessario. Le fotografie vengono analizzate dall’AI per allinearle riducendo l’effetto dei movimenti involontari. Inoltre “unendo” i vari scatti è possibile ridurre il rumore e aumentare i dettagli dell’immagine.

La Modalità Notturna degli smartphone Pixel e l’astrofotografia

Anche per la parte di astrofotografia la Modalità Notturna funziona in maniera simile. In questo caso però, dovendo catturare ancora più luce, è necessario aumentare il tempo di esposizione per i vari fotogrammi catturati in sequenza. Questo porta però alla limitazione di dover impiegare un treppiede o un supporto di qualche tipo per evitare fotografie mosse.

Considerando la lunghezza focale degli smartphone come i Pixel che supportano questa modalità, il tempo massimo scelto dagli ingegneri è pari a 16 secondi per 15 scatti (catturando circa 250 volte più luce rispetto a uno scatto classico). Questo permette alle stelle di apparire puntiformi e non dilungarsi eccessivamente nella cattura dell’immagine.

Per correggere la problematica dei pixel caldi (hot pixel) viene prima di tutto analizzata l’immagine e poi confrontata con le altre. Quando un pixel ha un valore fuori dalla media delle altre, viene corretto. Sempre l’AI riduce la luminosità del cielo per rendere la scena più realistica e meglio rappresentante la realtà.

modalità notturna pixel

Grazie alla Modalità Notturna è possibile anche vedere l’immagine a lunga esposizione mentre viene catturata così da capire se ci sono correzioni da fare per la prova successiva. Grazie a una rete neurale e all’analisi di 100 mila immagini di varie tipologie di cielo l’app quindi riconosce ciò che “è cielo” da ciò che non lo è.

Sempre la capacità di riconoscere il cielo è possibile mettere in evidenza dettagli come nuvole, stelle, la Via Lattea e quindi tutto ciò che l’utente vorrebbe che si vedesse al meglio.

night sight google pixel

Su Pixel 4, considerando l’utilizzo in condizioni di scarsa luminosità, viene anche effettuata un’operazione dedicata all’autofocus. Per esempio vengono scattate due fotografie (fino a 1 secondo come tempo di esposizione) per determinare automaticamente la messa a fuoco. Nel caso anche questo sistema non funzionasse, la Modalità Notturna mette a fuoco su infinito.

Una delle migliorie che gli ingegneri di Google non sono ancora riusciti a correggere è la possibilità di ottenere fotografie definite in presenza di lampioni o oggetti particolarmente brillanti/chiari. In questo caso la differenza tra la poca luminosità del cielo e l’oggetto più chiaro è ancora un problema di difficile soluzione.


Fonte: http://feeds.fotografidigitali.it/rss_fotografia.xml


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