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    Globe Theatre: dal 6 al 23 agosto va in scena Sogno di una notte di mezza estate

    Silvano Toti Globe Theatre: dal 6 al 23 agosto va in scena il classico di William Shakespeare Sogno di una notte di mezza estate, con la regia di Riccardo Cavallo e la traduzione di Simonetta Traversetti
    Note di regia
    La notte di mezz’estate è una notte magica e il titolo ne svela immediatamente l’atmosfera onirica, irreale anche se, come viene precisato, la notte in cui si svolge gran parte dell’azione è quella del calendimaggio, la celebrazione del risveglio della natura in primavera e non in estate. È comunque l’augurio di un risveglio gioioso. Ma è davvero così? Tre mondi si contrappongono: il mondo della realtà (quello di Teseo, Ippolita e della corte), il mondo della realtà teatrale (gli artigiani che si preparano alla rappresentazione) e il mondo della fantasia (quello degli spiriti, delle ombre). Ma i sogni alle volte possono trasformarsi in incubi: il dissidio fra Oberon e Titania che rivela a un certo punto un terribile sconvolgimento nel corso stesso delle stagioni, il rapporto tra Teseo e Ippolita, il conquistatore e la sua preda, la brutalità di certi insulti che gli amanti si scambiano sotto l’influsso delle magie di Puck. Sogno di una notte di mezza estate, scritta in occasione di un matrimonio, è come una serie di scatole cinesi. All’esterno dell’opera ci sono la sposa, lo sposo e il pubblico, all’interno le coppie, Teseo e Ippolita, Titania e Oberon e i quattro innamorati e nell’opera dentro l’opera, i teatranti, la vicenda di Piramo e Tisbe. In questo mondo stregato domina il capriccio, il dispotismo di Oberon che attraverso Puck gioca con i mortali e con Titania, per imporre il suo dominio. Si compie quindi su Titania quella violenza che Teseo compie su Ippolita e che Egeo vorrebbe compiere sulla figlia costringendola a un matrimonio che respinge. Si noti la sequenza degli scambi fra gli amanti.

    Sogno di una notte di mezza estate ©photo Marco Borrelli
    Si inizia con Ermia che ama Lisandro e con Elena che ama Demetrio, ma quest’ultimo con l’appoggio di Egeo, padre di lei, vuole invece conquistare Ermia. Si passa, attraverso l’intervento “magico” di Puck, al folle girotondo in cui Ermia insegue Lisandro, Lisandro Elena, Elena Demetrio e Demetrio Ermia. E non è finita. Perché Ermia, alla quale dapprincipio aspiravano entrambi i giovani, sarà abbandonata da tutti e due, innamorati ora di Elena, e solo nel quarto atto dopo un nuovo intervento di Puck, si avrà la conclusione in cui gli amanti formeranno davvero due coppie. La grandezza di Shakespeare sta nell’aver saputo coinvolgere tre mondi diversi, ciascuno con un suo distinto linguaggio: quello delle fate che alterna al verso sciolto, canzoni e filastrocche, quello degli amanti dominato dalle liriche d’amore e quello degli artigiani, nel quale la prosa di ogni giorno è interrotta dalla goffa parodia del verso aulico. Il mondo è folle e folle è l’amore. In questa grande follia della natura, l’attimo di felicità è breve. Un richiamo alla malinconia che accompagna tutta la vicenda.
    Riccardo Cavallo

    Sogno di una notte di mezza estate, con la regia di Riccardo Cavallo e la traduzione di Simonetta Traversetti, va in scena dal 6 al 23 agosto (dal giovedì alla domenica alle alle ore 21.15) al Silvano Toti Globe Theatre.
    Interpreti
    (in ordine alfabetico)Nick, Chiappa: GEROLAMO ALCHIERITitania, Regina delle fate: CLAUDIA BALBONIElena: FEDERICA BERNDemetrio: SEBASTIANO COLLATeseo, Duca d’Atene: MARTINO DUANEPuck: FABIO GROSSIErmia: VALENTINA MARZIALIFilostrato: BRUNO MONICOFata: CRISTINA NOCITom, Beccuccio: CLAUDIO PALLOTTINILisandro, Innamorato di Ermia: MARCO PAPARELLATassello: ANDREA PIROLLIFrancis Ciufolo: RAFFAELE PROIETTIOberon, Re degli Elfi: CARLO RAGONEEgeo, Padre di Ermia: ALESSIO SARDELLIPeter Zeppa: MARCO SIMEOLIIppolita, Regina delle Amazzoni: DANIELA TOSCO
    Costumi: MANOLA ROMAGNOLI
    Scene: SILVIA CARINGI e OMAR TONIAssistente alla regia: ELISA PAVOLINIDirezione Tecnica: STEFANO CIANFICHILight Designer: UMILE VAINIERISound Engineer: DANIELE PATRIARCA LEGGI TUTTO

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    Lino Guanciale omaggia Flaiano nel nuovo Non svegliate lo spettatore

    Lino Guanciale omaggia Ennio Flaiano nel suo nuovo spettacolo Non svegliate lo spettatore: in scena il 2 settembre 2020 alla cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma con le musiche e la regia di Davide Cavuti
    Dopo il successo di Itaca… il viaggio, Lino Guanciale e Davide Cavuti tornano in scena il 2 settembre 2020 alla cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, con un nuovo spettacolo, Non svegliate lo spettatore, prodotto dal TSA Teatro Stabile d’Abruzzo in collaborazione con Stefano Francioni Produzioni, dedicato alla vita di Ennio Flaiano, scrittore (vincitore del Premio Strega 1947 con Tempo di uccidere) e sceneggiatore di numerose pellicole dirette da Federico Fellini (I Vitelloni, La strada, Le notti di Cabiria, La dolce vita, 8 ½ ), da Alessandro Blasetti (Peccato che sia una canaglia), da Steno-Monicelli (Guardie e Ladri) e di altri capolavori della cinematografia italiana.

    “Attraverso aneddoti, lettere, racconti, i personaggi prendono forma diventando maschere senza tempo – afferma il regista e compositore Davide Cavuti – I quadri proposti riverberano di senso etico, sociale e storico. Il viaggio con Flaiano (e il suo taccuino) è un prezioso insegnamento per affrontare le nuove sfide dell’esistenza. Il rapporto tra il cinema, il teatro, la letteratura e la musica costituisce una chiave di lettura importante per penetrare i valori di interscambio tra cultura, formazione e apprendimento, affinché siano da stimolo per la ricerca e l’approfondimento delle opere dei grandi scrittori spesso dimenticati”.
    Lo spettatore sarà proiettato, con i piedi fortemente poggiati sulle nuvole, nel mondo della letteratura, del cinema e del teatro attraverso la recitazione di uno straordinario attore quale Lino Guanciale e il commento musicale del maestro Davide Cavuti.
    I biglietti per la data del 23 aprile 2020, sono validi per la nuova data del 2 settembre.
    Biglietti in prevendita su TicketOne, costo dai 34 ai 43 euro a seconda dei settori. LEGGI TUTTO

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    Vincenzo Salemme in scena con Napoletano? E famme ‘na pizza: le date del tour

    Vincenzo Salemme porta in scena il suo libro: Napoletano? E famme ‘na pizza, unaguida ironica per sfuggire ai luoghi comuni partenopei. Tutte le date del tour
    Vincenzo Salemme, attore, commediografo, sceneggiatore, regista teatrale e cinematografico e scrittore: dal suo ultimo libro Napoletano? E famme ‘na pizza (uscito a marzo per Baldini&Castoldi) è nato uno spettacolo teatrale omonimo – prodotto da Valeria Esposito per Chi è di scena! s.r.l. – che andrà in scena quest’estate a partire dal 16 agosto da Gaeta.

    È una confessione sincera ed esilarante sui luoghi comuni partenopei, perché a volte essere napoletani è difficile. Ecco il calendario del tour: il 16 agosto, Gaeta (Arena Virgilio); il 20, Maiori (Porto); il 21, Agropoli, Sa (Teatro Sotto Le Stelle E. De Filippo); il 24, Benevento (Piazza Cardinale Pacca); il 25, Sorrento (Villa Fiorentino); il 26, Salerno (Arena del Mare); il 28, Candela, Fg (Anfiteatro); il 29, Avella, Av (Anfiteatro); il 30, Ostia Antica (Anfiteatro Romano). Settembre 2020: il 3, Caserta Belvedere di San Leucio
    Più di quarant’anni di carriera costellati da grandi successi gli sono valsi l’assegnazione del Premio alla Carriera (al BCT – Festival Nazionale del Cinema e della Televisione di Benevento, il 28 luglio). L’arte, il garbo e l’ironia sono gli elementi distintivi della sua arte: dagli esordi come attore con un’intensissima vita teatrale partita nel ’78 con il Maestro Eduardo De Filippo fino ad arrivare ai nostri giorni, campione di incasso a teatro (l’ultima commedia “Con tutto il cuore” interrotta a causa del Covid 19 è stata vista da 150mila spettatori con un incasso di 5milioni di euro) e al cinema (dal debutto con Nanni Moretti nel 1981 ai suoi film, 11 firmati in qualità di regista e sceneggiatore).

    In televisione è stato recentemente protagonista di un esperimento, su Rai2, boom d’ascolti, portando le sue commedie in diretta tv come fossero uno show televisivo vero e proprio. Dalla sua “penna” emerge tutta l’eleganza e l’accuratezza del miglior cinema e teatro italiano. E poi, dietro l’artista c’è l’uomo e tutta la sua generosità. “Ci sono momenti in cui ognuno di noi deve dare quel che può” ed è così che dopo lo stop a tutte le attività in ottemperanza delle misure di sicurezza prescritte dall’emergenza sanitaria, ora Salemme passa ai fatti.
    Il tour Napoletano? E famme ‘na pizza è un primo passo per rispondere, o per cercare di farlo, alla grande crisi determinata dall’emergenza COVID-19. Per lui e per i compagni di “viaggio” con lui in tour da agosto, Antonio Guerriero, Vincenzo Borrino e Mirea Flavia Stellato, una formazione contingentata per ragioni di sicurezza – sarà un’estate all’insegna della valorizzazione del territorio e a favore dei lavoratori e delle lavoratrici dello spettacolo, una manifestazione di interesse concreto verso il comparto dello spettacolo dal vivo.

    LO SPETTACOLO:
    A volte essere napoletani è difficile: bisogna farsi piacere il caffè bollente, mangiare il ragù la domenica e il capitone a Natale, saper raccontare barzellette, suonare il mandolino e cantare perfettamente intonati i grandi classici della canzone partenopea, amare la pizza sopra ogni cosa, saper nuotare e fare il bagno in ogni stagione dell’anno… Ma come mai, si è chiesto Vincenzo, tutte queste pretese le subisce soltanto chi è napoletano mentre chi nasce da un’altra parte è in fin dei conti più libero di essere e fare quel che gli pare? LEGGI TUTTO

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    Franca Valeri oggi compie 100 anni, l’omaggio della Rai alla grande attrice

    Franca Valeri

    Franca Valeri spegne 100 candeline: dalla Cesira la manicure alla Sora Cecioni, icona della comicità del ‘900, la grande attrice viene omaggiata dalla Rai con un palinsesto dedicato
    Dalla Cesira la manicure alla Sora Cecioni, compie oggi 100 anni la grande Franca Valeri, nel segno del sorriso e dell’ironia. Le reti Rai dedicano una programmazione speciale all’attrice e sceneggiatrice di cinema e teatro, “Signorina snob” della tv italiana.

    Oggi su tutte le reti radio e tv Rai storiche interviste, spazi dedicati e film che l’hanno vista protagonista. L’omaggio parte su Rai1 con Unomattina Estate che dedica ampio spazio alla ricorrenza, mentre alle 8.30 Rai Premium ospita il programma A modo mio, un’intervista intima realizzata da Memo Remigi nel 1977. Alle 10.50 Rai Movie trasmette Un eroe dei nostri tempi, il film di Mario Monicelli con Alberto Sordi e Franca Valeri. A seguire, alle 12.20, La ragazza del palio, uno dei film più amati dalla Valeri, in cui l’attrice ha recitato al fianco di Vittorio Gassman. Il ricordo della lunga carriera dell’artista classe 1920 prosegue nel pomeriggio, con La vita in diretta estate su Rai1 e, alle 15.30 su Rai3, con l’incontro del 2014 con Pino Strabioli per il programma Colpo di scena.
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    Anche Rai Cultura festeggia Franca Valeri su Rai Storia con Il giorno e la storia ripercorrendo la sua vita e sua la carriera, nello speciale in onda venerdì 31 luglio alle 5.30, alle 8.30, alle 11.30, alle 14.00 e alle 20.10. Su Rai5, l’omaggio all’attrice è iniziato il 20 luglio con un ciclo di appuntamenti pomeridiani che termina nel giorno della ricorrenza con un documentario in prima visione: alle 21.15, In scena Franca Valeri, di Francesco D’Arma e Barbara Pozzoni prodotto da Rai Cultura. Il doc restituisce un ritratto inedito della Valeri attraverso 60 anni di interviste rilasciate alla Rai, testimonianze di artisti amici e un repertorio esclusivo. A seguire, lo spettacolo del 1993 Le donne in cui l’attrice riproponeva un’ampia galleria dei suoi personaggi femminili. In prima serata su Rai Premium il film cult Gli onorevoli, con Totò, Franca Valeri e Peppino De Filippo. Servizi, testimonianze e filmati d’archivio anche in tutte le edizioni delle testate giornalistiche Rai in tv e nei Giornali radio.
    I canali Rai Radio si uniscono ai festeggiamenti: su Rai Radio1 il giorno del centenario tutti i programmi ripropongono alcuni sketch e momenti cult della carriera di Franca Valeri, a partire dalle 7.30 con Radio anch’io. Su Rai Radio2 all’interno del programma Soggetti Smarriti alle 7.45, con Marco Marzocca e Francesco Vercillo, andrà in onda un audio della celebre Signora Cecioni. Radio 3 suite, insieme a tutta Rai Radio3, farà gli auguri a Franca Valeri in apertura di Panorama, con ricordi e materiale d’archivio, mentre alle 23.20 del 31 luglio all’interno di Radio3 Suite verrà mandato in onda uno speciale realizzato dall’attrice nel 1958 per la radio con una carrellata di figure femminili, accompagnato da una riflessione della Valeri sulle donne.
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    Sabato 1 agosto proseguono i festeggiamenti del centenario con il film Il segno di Venere, diretto da Dino Risi con Sophia Loren, Vittorio De Sica e Alberto Sordi, in onda alle 15.00 su Rai3. Su RaiPlay, una ricca antologia delle sue partecipazioni televisive, da Teatro 10 a Studio ‘80. Disponibili anche due contenuti integrali delle Teche Rai del 1959 e del 1974 e alcuni film che l’hanno vista protagonista, come I motorizzati di Camillo Mastrocinque con Nino Manfredi, Ugo Tognazzi e Walter Chiari. LEGGI TUTTO

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    Globe Theatre: Venere e Adone va in scena dal 29 luglio al 2 agosto

    Il Globe Theatre propone Venere e Adone di William Shakespeare dal 29 luglio al 2 agosto: Gianluigi Fogacci, Melania Giglio e Riccardo Parravicini sono diretti da Daniele Salvo
    Note di regia
    Venere e Adone di Shakespeare, fu composto nel 1593. È uno dei poemi più lunghi diWilliam Shakespeare, costituito da 1194 versi e dedicato a Henry Wriothesly, terzo conte diSouthampton, in cui il poeta descrive la poesia come “il primo erede della mia invenzione”. La città è infestata dalla peste e deve chiudere i battenti di tutti i suoi teatri per evitare ildiffondersi dell’epidemia. Shakespeare si ispira al decimo libro delle Metamorfosi di Ovidio edefinisce Venere e Adone “il primo parto della mia fantasia”.

    Quando l’amico di scuola di Shakespeare, Richard Field, pubblica Venere e Adone è, dasubito, un grande successo. Si può affermare che sia stato il poema più popolare dell’etàelisabettiana. Tutti lo leggono. Tutti lo citano. Troviamo citazioni anche in altri poemi. Ci sono riferimenti ad esso anche in lavori di prosa. Ci sono scene, in alcune opere, in cui i personaggi parlano della lettura di Venere e Adone, dicono di averne una copia sotto il cuscino e di usarne le parole per sedurre le giovani donne. Apprezzatissimo fra gentiluomini e cortigiani, in breve divenne una sorta di vademecum dell’amatore, ugualmente popolare nella biblioteca, nel boudoir e nel bordello.
    Viene ristampato più e più volte. Field sembra abbia stampato 1000 copie della prima edizione. Il poema è in egual misura comico, erotico e commovente: la Venere di Shakespeare è passionale, una dea innamorata e pazza di desiderio. Adone è un giovane bellissimo che le sfugge e preferisce i piaceri della caccia a quelli dell’amore, sia pur divino. Nonostante gli abbracci, le carezze e gli avvertimenti della dea, il giovane parte per una battuta di caccia al cinghiale che lo azzanna provocandogli una mortale ferita all’inguine. Venere accorre, ma è troppo tardi: non le resta che trasformare il sangue dell’amato esanime nei rossi fiori dell’anemone…
    Ma da quel momento la Dea giura su quanto vi è di più sacro che mai più per i mortali l’amore sarà privo di ogni sorta di tormento e sofferenza. L’esercizio della Poesia è una prova di resistenza alle difficoltà quotidiane e all’indifferenza degli uomini. Chi parla in Poesia spesso deve fare i conti con una società che non comprende un pensiero puro, sganciato dalle logiche commerciali o produttive ritenute così importanti ai nostri giorni. Le vicende dei giorni presenti paiono sottolineare l’inutilità della Poesia perché essa, di fronte alle epidemie, alle guerre, alle decapitazioni, al terrorismo, alle violenze inaudite, nulla può lenire e a troppi non dice nulla. “La poesia è magnificamente superflua, come il dolore e troppo fragile in tempi di sopraffazione”.
    Ci sono uomini come William Shakespeare che hanno combattuto la superficialità, la stupidità, l’arbitrio e la violenza quotidiana, con la forza della Parola. E di questa parola “luminosa” vogliamo godere, attraverso questo privilegio unico, sonoro e poetico, tentando di superare le assurdità della vita contemporanea. Questo mondo di versi è distillato prezioso di poesia e altissima letteratura. Il tentativo è quello di entrare direttamente nelle menti e nei cuori dei personaggi, nei loro desideri, nei loro affanni, nelle loro ansie e speranze disattese o soddisfatte. L’equilibrio delicatissimo in cui si muovono tutte le figure del poema, compone un affresco di una potenza espressiva straordinaria.
    La febbre del nostro tempo ci porta a vivere in una realtà anestetizzata, un mondo fittizio in cui l’emozione è bandita, al servizio di un intellettualismo sterile e desolante. I nostri occhi sono quotidianamente accecati da immagini provenienti dai media. La legge del mercato non perdona: si vendono cadaveri, posizioni sociali, incarichi pubblici, armi, sesso, infanzia, organi. Restiamo indifferenti. La dimensione borghese soffoca i nostri migliori istinti, la nostra sensibilità (che brutta parola oggi, considerata quasi scandalosa), la nostra sincerità e si porta via ogni forma di creatività, ogni volo, ogni fede. La nostra dimensione irrazionale viene completamente annientata. Il senso dell’affermazione dell’ Io divora i nostri giorni. L’arte è svuotata della sua dimensione spirituale: siamo in un momento di emergenza assoluta. Il vero virus è dentro le nostre anime. La cultura attraversa una crisi epocale : mancano la necessità, la fede, la fiducia in qualcosa di superiore, la luce di un angelo che possa elevare i nostri destini. Santa Teresa d’Avila scriveva “Noi non siamo angeli, ma abbiamo un corpo”.
    Ma oggi il nostro corpo è divenuto merce, moneta di scambio, non più sede inviolabile della bellezza e dell’estasi. I media, persuasori occulti, agiscono sui nostri cuori e sulle nostre menti addomesticando anche gli spiriti più ribelli, sigillando gli occhi più attenti. La dimensione spirituale è irrimediabilmente perduta. Il senso del sacro è ormai sconosciuto. Siamo ormai definitivamente trasformati in consumatori e, nel medesimo istante, prodotti, sconvolti da una guerra mediatica senza precedenti nella storia. Illusi della nostra unicità, della nostra peculiarità, in realtà pensiamo tutti nello stesso modo, diciamo le stesse parole, abbiamo tutti le stesse esigenze, le stesse speranze, le stesse ansie, la stessa quotidianità fabbricata in serie.
    Ci illudiamo di essere liberi. I personaggi di Venere e Adone divengono testimonianze di un mondo perduto e dimenticato, un mondo cristallino, sospeso sul filo dell’orizzonte. Il ‘900 ha razionalizzato irrimediabilmente le pulsioni dell’animo umano, le ha ingabbiate, catalogate ed educate. Shakespeare riesce ancora a comunicare in modo diretto, ”puro”; ci fa entrare nel vivo della disperazione, della rabbia, dell’amore, della dolcezza, della sensualità. Non descrive, non applica filtri letterari. Semplicemente “è”. Shakespeare nostro contemporaneo. Quando i teatri riaprirono, Shakespeare fece tesoro di questo suo spericolato tuffo nelle insidie dell’amore e compose Romeo e Giulietta, simbolo di gioia e tormento per tutti gli innamorati dei secoli a venire.
    Daniele Salvo
    Venere e Adone va in scena al Globe Theatre dal 29 luglio al 2 agosto (ore 21.15).
    Interpreti(in ordine alfabetico)
    William Shakespeare GIANLUIGI FOGACCIVenere MELANIA GIGLIO
    Adone RICCARDO PARRAVICINI
    SceneFABIANA DI MARCOCostumiDANIELE GELSIMusiche originaliPATRIZIO MARIA D’ARTISTAAssistente alla RegiaALESSANDRO GUERRADirezione tecnicaSTEFANO CIANFICHILight DesignerUMILE VAINIERISound EngineerDANIELE PATRIARCA LEGGI TUTTO

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    Spazio Diamante: L’inverno del nostro scontento in scena il 29 e 30 luglio

    Spazio Diamante propone L’inverno del nostro scontento: lo spettacolo tratto dal Riccardo III di William Shakespeare va in scena il 29 e 30 luglio
    Sarà in scena a Spazio Diamante il 29 e 30 luglio alle ore 21,00, L’inverno del nostro scontento da “Riccardo III” di W. Shakespeare. Scritto ed interpretato da Cristiano Arsì, Michele Breda, Teresa Canciello, Diletta Cappannini, Alessio Dantimi, Flaminia Gai, Manuela Milia, Eduardo Rinaldi, Simona Vaira. Drammaturgia di Katia Ippaso e Lorenzo Gioielli, movimento scenico Alberto Bellandi, regia Virginia Franchi e Alberto Bellandi, assistente alla regia Lucia Gioielli. Lo spettacolo fa parte del ciclo i “Classici del secolo futuro” – Quattro riscritture senza paura”, progetto teatrale firmato Accademia Stap Brancaccio, alla sua quarta edizione. Il format è ideato dal direttore artistico dell’Accademia di recitazione, drammaturgia e regia Lorenzo Gioielli e prodotto da Sala Umberto grazie al suo direttore artistico Alessandro Longobardi. La rassegna si basa su un percorso di riscrittura contemporanea di autori classici del teatro.

    Sinossi
    “È una gioia essere tristi, fare il male senza esser visti… È bello essere cattivi e nel vizio molto attivi. Bello morire per uno scopo, bello vincere a gatto e topo” sono i versi di una magnifica canzone scritta da Pier Paolo Pasolini, che nel refrain si chiedeva: “C’è forse vita sulla terra? C’è forse vita nella guerra?”. Ascoltate la melodia. Ci troverete qualcosa di struggente rispetto alla letteralità del testo. Nella nostra rilettura del Riccardo III di Shakespeare, aspiriamo a quel tipo di magica dissonanza. Riccardo III porta in sé il mondo dell’abiezione umana, rappresenta il culmine delle nefandezze. Eppure, nella partitura shakespeariana, c’è come una malìa, una specie di folle valzer che annoda il male e il desiderio, la cattiveria e l’aspirazione al bianco: un mondo senza vivi e senza sofferenza. Riccardo III porta una sua malata androginia, un difetto di crescita, un’ossessione a suo modo artistica che si nutre delle luci di una gelida alba. Con la sua furia distruttiva, che sembra mossa da un meccanismo di cui lo stesso protagonista non conosce le regole, ci porta nell’inverno del nostro scontento, là dove i frutti sono sempre acerbi e i bambini sono giocattoli inventati dai deliri dei grandi.
    “Classici del secolo futuro”
    In questo la Stap Brancaccio ha compiuto un altro passo avanti nella coniugazione tra formazione e professionismo, obiettivo dichiarato del Terzo anno dell’Accademia Stap Brancaccio, tramite la collaborazione anche di registi e drammaturghi esterni al percorso didattico dell’accademia stessa. I “Classici del Secolo Futuro” restituiscono il nucleo pulsante e vivo del concetto stesso di “classico”. Si occupano della riscrittura i diplomandi attori del terzo anno della Stap Brancaccio, Accademia di recitazione, drammaturgia e regia. Li accompagneranno in questo cammino Lorenzo Gioielli, Marco Carniti, Bartolini/Baronio, Katia Ippaso, Virginia Franchi e Daniele Prato. Con il ciclo “I Classici del secolo futuro” la Stap Brancaccio afferma fortemente di credere ad un teatro giovane, popolare, emozionante. LEGGI TUTTO

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    Addio a Gianrico Tedeschi, se ne va a 100 anni l’ironico attore, dal teatro alle pubblicità

    E’ morto all’età di 100 anni Gianrico Tedeschi, grande attore con 70 di carriera tra teatro, cinema, tv e tanta pubblicità da Carosello al Philadelphia, sempre conservando la sua ironia ed eclettismo
    Si è spento nella serata di lunedì 27 all’età di 100 anni l’attore Gianrico Tedeschi. Il popolare interprete di teatro ma anche di tante pubblicità televisive è morto nella sua casa di Crabbia, frazione di Pettenasco, sul lago d’Orta. Lo scorso 20 aprile proprio lì aveva festeggiato il suo centenario assieme alla moglie attrice Marianella Laszlo e alle figlie, ricevendo anche un messaggio di auguri dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

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    Gianrico Tedeschi, nato a Milano il 20 aprile 1920, vanta una carriera prestigiosa sia a teatro che nel cinema, in tv e nel doppiaggio. Definire Gianrico Tedeschi un “testimone del Novecento” è più che legittimo. L’attore in gioventù ha sperimentato sulla sua pelle la Guerra (ha partecipato alla campagna di Grecia durante la Seconda Guerra Mondiale) e l’orrore dei lager nazisti (dove fu imprigionato per essersi rifiutato di aderire alla Repubblica di Salò).
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    Nel 1947 si è diplomato all’Accademia nazionale d’arte drammatica di Roma, portandosi dietro una profonda vena ironica, accompagnata da una dizione perfetta e da un notevole eclettismo. Non a caso nel corso della sua carriera è passato dai classici di Pirandello, Goldoni e Ionesco ai film con Anna Magnani, Marcello Mastroianni, Romolo Valli, Renato Rascel e Domenico Modugno, Paolo Villaggio.
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    Dal debutto con Giorgio Strehler, in tempi più recenti ha recitato anche con la “nuova generazione” formata da Massimo Popolizio, Sergio Rubini e Marina Massironi. Ha lavorato con Luchino Visconti e Luca Ronconi, ma anche con Garinei e Giovannini e diventato una star delle pubblicità nell’indimenticabile Carosello, dalle caramelle Sperlari fino alle pubblicità più recenti del formaggio Philadelphia. L’addio alle scene è arrivato solamente nel 2016, dopo l’ultimo lavoro dall’eloquente titolo Dipartita finale con la regia di Franco Branciaroli.
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    Nel 2011, all’età di 91 anni, si aggiudica il Premio Ubu di Miglior attore teatrale portando in scena La compagnia degli uomini buoni, pièce diretta proprio da Ronconi. Oltre 70 anni di carriera sono raccontati anche dal libro-intervista biografico intitolato Teatro per la vita – Semplice, buttato via, moderno, realizzato insieme alla figlia Enrica.
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    Al Teatro Marconi la prima nazionale di Passo a due con Caldonazzo e Branchetti

    Passo a due pas de deux (ovvero: l’amore ha cinque fasi ma molte coppie si fermano alla terza) debutta in prima nazionale assoluta al Teatro Marconi con Nathalie Caldonazzo e Francesco Branchetti
    Debutta in prima nazionale assoluta al Teatro Marconi di Roma, l’emozionante e divertente Passo a due pas de deux (ovvero: l’amore ha cinque fasi ma molte coppie si fermano alla terza), di David Conati, con Nathalie Caldonazzo e Francesco Branchetti. Accanto a loro sul palco la divertentissima Isabella Giannone e gli straordinari Mariachiara Grasso e Stefano Rufini, la regia è curata da Francesco Branchetti, le musiche sono di Pino Cangialosi.

    L’amore, secondo alcuni è un groviglio complesso di sentimenti e situazioni che ci fanno perdere la testa, secondo altri si tratta di una serie di reazioni chimiche determinate dai ferormoni che alla fine portano comunque allo stesso risultato. In letteratura eminenti psicologi, che hanno il vizio di dover “fasificare” e analizzare tutto, si sono scomodati per incasellare, catalogare, dare una struttura più o meno logica per comprendere questo sentimento che nel bene o nel male, volenti o nolenti, ci tocca, ci sfiora, ci coinvolge tutti.
    Chi perché, come Diogene, lo cerca per tutta la vita senza trovarlo, chi perché fa di tutto per sfuggirgli, chi perché non può vivere senza e chi perché vorrebbe non averlo mai incontrato, chi perché lo venera, chi perché, come nelle fiabe, sogna il suo amore ideale con tanto di “e vissero per sempre felici e contenti”. Coloro che si sono presi la briga di analizzare “La costruzione di un amore” osservandola nelle sue diverse sfumature, evoluzioni e involuzioni, hanno stabilito che questo percorso ha cinque fasi.
    Fasi ben identificabili per una serie di comportamenti e di stati d’animo che le caratterizzano in modo inequivocabile: Infatuazione, Innamoramento, Disillusione, Consapevolezza, Complicità. Per esporre meglio il concetto in questo percorso teatrale alla scoperta delle fasi dell’amore, una serie di quadri le ripercorrono tutte, partendo dal Simposio di Platone passando per Amore e Psiche, arrivando fino ai giorni nostri. Il viaggio tra le schermaglie amorose di epoche e stili teatrali diversi permette di osservare e immedesimarsi nell’evoluzione del gioco delle relazioni nel quale le diverse coppie sono coinvolte loro malgrado.
    Alla fine di questo percorso forse il pubblico sarà in grado di capirne un po’ di più e di ripetere comunque gli stessi errori, ma stavolta in modo più consapevole. Le musiche di Pino Cangialosi, le luci e gli interventi di Mariachiara Grasso e Stefano Rufini creeranno incantate atmosfere e daranno un apporto fondamentale a questo viaggio nel mondo dei rapporti tra uomini e donne. LEGGI TUTTO